I GIAHS sono riconosciuti dalla FAO come sistemi agricoli notevoli non solo per la loro rilevanza storica e culturale, ma soprattutto per la loro capacità di aver contribuito alla sicurezza alimentare e ai mezzi di sussistenza delle comunità , alla conservazione della biodiversità agricola, alla resilienza degli ecosistemi e allo sviluppo di pratiche di gestione adattive nel corso di secoli.
La definizione di GIAHS si basa su cinque criteri principali che ne attestano il valore olistico
Sicurezza Alimentare e Mezzi di Sussistenza
Sistemi che hanno garantito la produzione alimentare e il sostentamento di intere popolazioni per lunghe ere, spesso in condizioni ambientali difficili.
Agrobiodiversità a Rilevanza Globale
Presenza e conservazione di un’ampia varietà di specie coltivate (colture e varietà locali), razze animali, e microrganismi del suolo, essenziali per la resilienza e l’adattabilità ai cambiamenti.
Sistemi di Conoscenza Locali e Tradizionali
La trasmissione di saperi, tecniche e pratiche agricole da generazione a generazione, che riflettono un profondo adattamento all’ambiente locale.
Culture, Sistemi di Valori e Organizzazioni Sociali
L’esistenza di strutture sociali, riti, tradizioni e sistemi di valori che supportano il sistema agricolo e la sua sostenibilità .
Caratteristiche Paesaggistiche e Marine
La creazione di paesaggi culturali unici e iconici, plasmati dall’interazione tra le attività umane e l’ambiente naturale, che possiedono un valore estetico ed ecologico
Questi sistemi non sono statici, ma dinamici e in continua evoluzione, capaci di adattarsi ai cambiamenti pur mantenendo le loro funzioni essenziali.
Rappresentano un “patrimonio vivo” che offre lezioni preziose per le sfide agricole contemporanee.
Eccellenze Italiane nel Programma GIAHS: Due Modelli di Sostenibilità Storica
L’Italia, con la sua ricca storia agricola e paesaggistica, vanta due siti insigniti del prestigioso riconoscimento GIAHS, a testimonianza di millenni di pratiche sostenibili:
Vigneti Tradizionali di Soave (Veneto)
Questo paesaggio vitivinicolo storico è caratterizzato da una viticoltura che si sviluppa su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco.
La coltivazione del vitigno autoctono Garganega su queste morfologie impervie ha modellato un paesaggio culturale di eccezionale bellezza e resilienza.
Le pratiche di coltivazione, spesso manuali, e la gestione della vite riflettono tradizioni secolari che contribuiscono non solo alla qualità del vino, ma anche alla conservazione del suolo (prevenzione dell’erosione) e alla biodiversità associata (es. flora e fauna dei muretti a secco).
Uliveti delle Colline tra Assisi e Spoleto (Umbria)
Le colline umbre ospitano uliveti secolari che rappresentano un esempio significativo di coltivazione tradizionale dell’olivo.
Le pratiche agricole, profondamente radicate nelle tradizioni locali, sono volte alla produzione di oli di altissima qualità e alla conservazione di varietà locali di olivo.
Questo sistema non solo produce un alimento pregiato, ma contribuisce attivamente alla salvaguardia del paesaggio rurale, alla regolazione idrogeologica (la copertura arborea degli ulivi riduce l’erosione superficiale) e all’identità culturale del territorio.
Entrambi i siti sono esempi concreti di come l’agricoltura tradizionale possa essere intrinsecamente sostenibile, offrendo un modello di coesistenza tra produttività , cultura e conservazione ambientale.
L’Agroforestazione e l’Agroecologia: Strumenti per la Conservazione e l’Innovazione dei GIAHS
La comprensione e la valorizzazione dei GIAHS sono intrinsecamente legate ai principi dell’agroecologia e alle pratiche dell’agroforestazione.
Queste discipline moderne offrono un quadro concettuale e strumenti operativi per reinterpretare, adattare e potenziare la resilienza dei sistemi agricoli, inclusi quelli tradizionali.
Agroecologia
È la scienza che studia come progettare e gestire agroecosistemi sostenibili ed equi, basandosi sui principi ecologici e sociali.
I GIAHS sono intrinsecamente agroecologici, in quanto promuovono la diversità , la chiusura dei cicli dei nutrienti, la resilienza e la giustizia sociale.
Agroforestazione
È una pratica che integra alberi o arbusti con colture agricole e/o allevamento di animali sulla stessa unità di terra.
Questa integrazione multi-strato e multi-funzionale offre numerosi benefici che rispecchiano e amplificano le virtù dei GIAHS:
Miglioramento della Fertilità del Suolo
Gli alberi, in particolare le leguminose, fissano l’azoto e aumentano la sostanza organica, riducendo la necessità di fertilizzanti esterni.
Conservazione dell’Acqua
La presenza di alberi riduce l’evapotraspirazione del suolo e migliora l’infiltrazione dell’acqua.
Aumento della BiodiversitÃ
Gli alberi forniscono habitat e corridoi ecologici per flora e fauna.
Resilienza Climatica
I sistemi agroforestali sono più resilienti a siccità , inondazioni e variazioni di temperatura.
Diversificazione dei Prodotti
Offrono una gamma più ampia di prodotti (frutta, legno, foraggio) e servizi ecosistemici.
L’integrazione di pratiche agroforestali nei contesti GIAHS può non solo preservarne l’eredità , ma anche rafforzarne la produttività e l’adattabilità di fronte alle nuove sfide climatiche.
In Italia, iniziative come il 1° Forum Nazionale di Agroforestazione, organizzato dall’Associazione Italiana Agroforestazione (AIAF), sono cruciali per promuovere queste sinergie.
Coltivare l’Eredità per un Futuro Sostenibile
I Sistemi del Patrimonio Agricolo di Interesse Globale (GIAHS) non sono solo siti da proteggere, ma fonti inesauribili di ispirazione per un’agricoltura che ambisce alla vera sostenibilità .
Essi ci insegnano che la produttività a lungo termine è intrinsecamente legata alla salute dell’ecosistema, alla biodiversità e alla conoscenza tradizionale.
La loro conservazione attiva, supportata da pratiche moderne come l’agroforestazione e i principi dell’agroecologia, è fondamentale non solo per preservare la loro storia, ma anche per fornire soluzioni concrete alle sfide alimentari e ambientali del nostro tempo.
RigeneraFormazione.it invita tutti i professionisti, agronomi, forestali e operatori del settore agricolo a investire nella propria formazione per diventare attori del cambiamento.
Contribuire alla conservazione di questi paesaggi unici e acquisire competenze specialistiche rappresenta un passo fondamentale verso un futuro agricolo più sostenibile, resiliente e consapevole.
Per rimanere aggiornato su eventi, corsi con rilascio di CFP e iniziative nel campo dell’agroecologia e dell’agroforestazione, ti consigliamo di consultare regolarmente il nostro blog e di iscriverti alla nostra newsletter.
Fonti Bibliografiche Consigliate
- FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations). (Sito ufficiale GIAHS – per definizioni e criteri).
- Altieri, M.A., & Nicholls, C.I. (2020). Agroecology and the Reconstruction of a Sustainable Food System. Monthly Review Press.
- Dupraz, C., & Newman, S.M. (2019). Agroforestry: The Future of Land Use. Springer.
- Vandermeer, J.H. (1992). The Ecology of Intercropping. Cambridge University Press.
- CONAF (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali). (Per informazioni sui crediti formativi).




