Gestione Integrata dei Parassiti, oltre i pesticidi, verso l’equilibrio dei sistemi agricoli
La gestione dei fitofagi in agricoltura ha subito una profonda trasformazione negli ultimi decenni
Se un tempo la risposta predominante era l’uso di pesticidi chimici, oggi si avanza verso approcci ecologici che cercano di ristabilire gli equilibri trofici naturali all’interno dell’agroecosistema
Tra questi approcci spicca la Gestione Integrata dei Parassiti (IPM, Integrated Pest Management), una strategia che unisce conoscenze ecologiche, pratiche agronomiche e monitoraggio tecnico per prevenire e contenere le popolazioni di organismi dannosi
Cos’è l’Intagrated Pest Management
L’Integrated Pest Management (IPM) è una strategia sistemica sviluppata per ridurre al minimo l’uso di pesticidi chimici e per controllare in modo sostenibile gli organismi nocivi.
- Definita negli anni ’70 come reazione agli effetti negativi della chimica di sintesi, l’IPM promuove:
- l’utilizzo di metodi biologici, culturali, fisici e genetici;
- il monitoraggio continuo delle popolazioni di fitofagi;
- soglie economiche di intervento per evitare trattamenti inutili;
- l’integrazione tra controllo biologico e pratiche agronomiche conservative.
L’IPM si fonda sull’idea che l’agroecosistema sia un sistema complesso, in cui fitofagi e nemici naturali convivono in un equilibrio dinamico
Gli equilibri trofici: il ruolo degli entomofagi
Gli entomofagi (insetti predatori o parassitoidi) sono i principali agenti di controllo biologico nei sistemi agroecologici.
In una rete trofica equilibrata, la presenza stabile di entomofagi regola naturalmente le popolazioni di fitofagi, impedendo esplosioni demografiche.
Tuttavia, l’agricoltura intensiva e le monocolture semplificate rompono questi equilibri, favorendo parassiti specialisti e riducendo la biodiversità utile.
Strategie come diversificazione colturale (rotazioni, consociazioni), inserimento di bordure fiorite o siepi multifunzionali, uso di colture trappola, rilascio guidato di entomofagi allevati, sono misure capaci di favorire la resilienza ecologica del sistema.
Conclusioni
La gestione dei fitofagi non può più essere delegata alla chimica.
Solo integrando conoscenze ecologiche, pratiche rigenerative e una pianificazione a livello paesaggistico è possibile costruire agroecosistemi resilienti, produttivi e in equilibrio.
L’IPM rappresenta un pilastro fondamentale per la transizione agroecologica.
Fonti e bibliografia consigliate
- IFOAM Organics International (2019). Organic 3.0: IPM e approcci fitosanitari agroecologici.
- Altieri, M.A. (1995). Agroecology: The Science of Sustainable Agriculture. CRC Press.
- Gliessman, S.R. (2015). Agroecology: The Ecology of Sustainable Food Systems. CRC Press.
- Wezel, A. et al. (2009). Agroecology as a science, a movement and a practice. Agronomy for Sustainable Development.
- RigeneraFormazione.it (2024). Webinar: Gestione ecologica dei fitofagi e reti trofiche.
- Whitcomb, W.H. (1979). Natural Enemies and Pest Control.




