Il Caso di La Vía Campesina
Nel contesto delle crisi alimentari globali, del collasso ambientale e della crescente concentrazione del potere agroindustriale, i movimenti contadini internazionali hanno assunto un ruolo centrale nella definizione di modelli alternativi di produzione e sovranità alimentare.
Uno dei più influenti è La Vía Campesina, un’organizzazione transnazionale fondata nel 1993 che rappresenta oltre 200 milioni di piccoli produttori, contadini, indigeni, braccianti e donne rurali.
La Vía Campesina
La Vía Campesina (LVC) nasce a Mons, in Belgio, come risposta all’aggressione neoliberista dei mercati agricoli e promuove il concetto di sovranità alimentare, ovvero il diritto dei popoli a definire le proprie politiche agricole e alimentari in funzione di criteri culturali, economici ed ecologici locali.
Il movimento è attivo in oltre 80 paesi, tra cui America Latina, Asia, Europa e Africa.
Obiettivi chiave
- Promuovere l’agroecologia come alternativa alla “rivoluzione verde” e all’agricoltura industriale;
- Difendere l’accesso alla terra, alle sementi e alle risorse naturali;
- Contrastare la liberalizzazione del commercio agricolo e l’egemonia delle multinazionali;
- Riconoscere il ruolo delle donne nella produzione di cibo e nella trasmissione del sapere contadino.
Agroecologia e La Vía Campesina
La Vía Campesina ha adottato l’agroecologia non solo come pratica agronomica, ma anche come strategia politica e culturale.
L’agroecologia per il movimento è:
- Un sapere collettivo e situato, radicato nelle esperienze dei popoli;
- Un processo di emancipazione attraverso l’educazione popolare e lo scambio tra pari;
- Un modello produttivo incentrato su biodiversità, ciclicità, e riduzione della dipendenza da input esterni.
Scuole agroecologiche contadine
Attraverso le scuole agroecologiche, La Vía Campesina forma ogni anno migliaia di agricoltori in tutto il mondo, seguendo metodi partecipativi e orientati all’autogestione.
Il principio è la formazione tra pari (campesino a campesino), che valorizza le conoscenze locali come strumento di trasformazione politica.
Visione politica della transizione agroecologica
Secondo La Vía Campesina, la transizione agroecologica non può avvenire senza una trasformazione strutturale del sistema agricolo.
La lotta per l’agroecologia è parte integrante della lotta per:
- La giustizia sociale e ambientale;
- La riforma agraria integrale;
- Il riconoscimento dei diritti dei contadini (come sancito nella Dichiarazione ONU del 2018);
- La decolonizzazione dell’agricoltura.
Conclusioni
La Vía Campesina rappresenta un esempio concreto di come i movimenti contadini possano guidare il cambiamento sistemico, coniugando saperi locali, giustizia sociale e innovazione agroecologica.
L’agroecologia promossa dal movimento non è solo un insieme di tecniche, ma un progetto politico di emancipazione, resilienza e autodeterminazione.
L’esempio di LVC dimostra che la transizione agroecologica non è solo una questione tecnica, ma un percorso collettivo e democratico, guidato dal basso e costruito sulle esperienze reali delle comunità rurali.
Fonti e bibliografia consigliata:
- La Vía Campesina (2022). Agroecology: A Path to Food Sovereignty. https://viacampesina.org
- Nyéléni Forum (2007). Declaration of the International Forum for Food Sovereignty.
- Holt-Giménez, E. (2017). A Foodie’s Guide to Capitalism: Understanding the Political Economy of What We Eat. Monthly Review Press.
- Desmarais, A.A. (2007). La Vía Campesina: Globalization and the Power of Peasants. Pluto Press.
- Martinez-Torres, M.E., & Rosset, P.M. (2010). La Vía Campesina: The birth and evolution of a transnational social movement. The Journal of Peasant Studies.
- RigeneraFormazione.it (2024). Webinar: Movimenti contadini e agroecologia.




